07.05.2008“È finalmente operativo il Piano Strategico delle ‘Terre Sicane’.
La
Regione Siciliana lo ha approvato in via definitiva”. È quanto annuncia
il sindaco Mario Turturici dopo avere ricevuto comunicazione ufficiale
da Palermo.
“Il Dipartimento Regionale della Programmazione – rende
noto il sindaco Turturici – ha completato l’esame del documento
definitivo del Piano Strategico con esito positivo. È uno dei primi in
Sicilia ad essere approvato e di questo sono molto soddisfatto dopo tre
anni di intenso lavoro dell’Amministrazione comunale di Sciacca e di
altri otto comuni per la redazione concertata di quello che è un
innovativo strumento di sviluppo e di programmazione territoriale. Nei
prossimi giorni sarà organizzato un incontro operativo con tutti i
sindaci dei comuni aderenti per dare attuazione alle linee guida del
Piano.
Cominceremo a muovere i primi, concreti passi per l’elaborazione
dei progetti di sviluppo dell’intero comprensorio con cui partecipare a
pieno titolo ai nuovi bandi dei finanziamenti previsti dall’Agenda
2007-2013 ”. Oltre a Sciacca, comune capofila, fanno parte del Piano
Strategico i comuni di Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea,
Menfi, Montevago, Ribera, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di
Belice.
“Per la complessa fase di redazione del Piano - ricorda il
sindaco Mario Turturici – nel marzo del 2005 l’assessorato regionale
alla Presidenza ci ha concesso 570 mila euro di finanziamento. Per
elaborare un Piano il più possibile condiviso, per la costruzione di
una visione futura di sviluppo di una vasta area compresa tra nove
comuni, ci siamo aperti a tutti i soggetti operanti nel territorio per
suggerimenti e proposte.
Si è promossa una partecipazione attiva tra le
associazioni di volontariato e culturali, i sindacati, le associazioni
di categoria, le istituzioni del territorio, gli istituti di
formazione, gli istituti scolastici, gli ordini professionali e i
singoli cittadini. Tra i temi affrontati nelle varie iniziative:
Integrazione territoriale, sistemi produttivi e mobilità territoriale,
cultura, formazione e turismo, politiche sociali.
Alla fine è stato
elaborato un modello di sviluppo di un intero comprensorio. A questo
modello ci ispireremo per redigere progetti coerenti da farci
finanziare con i nuovi finanziamenti comunitari”.